THATMuse

Lo stile di vita degli Italiani – notoriamente chiamato La Bella Vita – è ammirato da tutto il mondo, e spesso anche imitato. Ok, mettiamo le cose in chiaro sin da adesso. Sono Italiana, se state già pensando che sono di parte. E comunque, sarete d’accordo con me sul fatto che i turisti che viaggiano nel Bel Paese, spesso raccontano della nostra abilità di celebrare e apprezzare ogni aspetto della vita. Si inizia dal tempo che gli Italiani dedicano ad amici e famiglia, si passa al buon cibo e si finisce con la bellezza artistica e naturalistica in cui siamo immersi.

Anziani Italiani chiacchierano su una panchina

1. L’effetto del coronavirus sullo stile di vita degli Italiani

Quando il Coronavirus ha dovuto scegliere quale Paese Europeo visitare per primo, ha messo l’Italia in cima alla lista. Nel giro di pochi giorni, musei, ristoranti, e bar erano chiusi. Le vuote e silenziose strade d’Italia hanno mostrato al mondo che le abitudini quotidiane possono cambiare in un batter d’occhio – e quanto velocemente un popolo è capace di adattarsi a nuovi stili di vita! E adesso che il coronavirus si sposta verso le tante altre mete che aveva in lista, l’Italia può forse fornire una guida o fare da modello… Gli Italiani non smettono mai di sorprendermi e, anche questa volta, hanno fatto tutto a modo loro – un modo originale e creativo, permettetemi di aggiungere. Scopriamo insieme come vivere l’ “Italian lifestyle” quando le mura di casa diventano i confini del nostro mondo.

Bandiera Italiana appesa ad un balcone, dice “andrà tutto bene”

2. Concerti al balcone

Non appena il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato le nuove misure di sicurezza, chiedendo a tutti di rimanere in casa, gli Italiani hanno trovato un modo per tenersi in contatto e, addirittura, per fare amicizia! Consapevoli del bisogno di una bella iniezione di positività, hanno aperto le finistre e hanno iniziato a cantare insieme ai vicini di casa. Tutti conosciamo l’importanza della socializzazione e della comunicazione nella cultura italiana (meglio se si può anche aggiungere un po’ di contatto fisico – magari una mano amichevole sulla spalla del nostro interlocutore o un bacio per salutarsi). E chi ha detto che la “socializzazione a distanza” non esiste? Cantare i famosi inni patriottici è stata la soluzione degli Italiani.

Italiani in quarantena cantano dai balconi

3. Tutti in cucina!

Da aspettarselo, starete pensando… Ma questa volta gli Italiani hanno superato ogni aspettativa! I produttori di farina devono essere esausti e i pizzaioli professionisti, di questo passo, dovranno presto chiudere le loro pizzerie. Almeno una volta a settimana, di solito il Venerdì o il Sabato, le famiglie Italiane accendono il forno e preparano pizze di ogni forma e colore. Ma questo è solo uno dei sette giorni della settimana, ne rimangono altri sei! Perfetto per diventare dei piccoli chef e per insegnare i segreti della cucina alle generazioni più giovani. E, ovviamente, si mangia tutti insieme! Mangiare è un’occasione per gli Italiani: ci si raduna intorno alla tavola, si condividono i propri pensieri e si mostra rispetto per il cibo e per i commensali.

Una grande famiglia Italiana cucina gli spaghetti alla bolognese

4. Fermarsi per apprezzare il tempo trascorso con la propria famiglia

Gli Italiani amano passare il tempo con la propria famiglia. Di certo, però, essere bloccati a casa tutto il giorno non è facile, specialmente se hai 4 bambini e 2 cani! Troppo presto per sapere se aumenteranno i casi di divorzio in Italia a causa del coronavirus, ma intanto sembra che gli Italiani stiano sfruttando questa occasione per apprezzare il tempo con i propri cari. In tanti hanno dedicato ore a riorganizzare vecchie foto, portando alla memoria i dolci ricordi delle avventure passate. Molti altri si dedicano ai giochi da tavola, magari, per una volta, qualcuno riuscirà addirittura a finire una partita a Monopoli!

Giochi da tavola in famiglia

5. Mantenere la casa pulita e in ordine

Stare in casa tutto il giorno, le tante lezioni di cucina e la chiusura delle scuole, hanno un chiaro impatto sulla pulizia e l’ordine della casa… eh sì, c’è bisogno di impegno, aspirapolveri, pezze e detersivi, dicono gli Italiani. Tenere la casa in ordine richiede uno sforzo non indifferente e non tutti amano farlo. Beh, è necessario e, forse, anche divertente! La mia mamma Italiana mi ha raccontato una volta che lei e sua sorella, da bambine, si immaginavano di possedere un hotel e di doverlo mantenere in ordine (ah… l’immaginazione dei bimbi!) Quindi, cari lettori, impegnarsi nella pulizia della casa può rinforzare i legami familiari di cui gli Italiani vanno molto orgogliosi.  

Divertirsi durante le faccende domestice

6. E tanto altro…

Gli Italiani, come tanti altri, stanno anche leggendo e ascoltando la musica (sempre mentre sorseggiano un espresso, ovviamente!). Praticare attività fisica in casa li aiuta a rimanere sani (e a bruciare le calorie della pizza di ieri!). Una grandiosa rivoluzione digitale ha raggiunto scuole e università e bimbi ed insegnanti si stanno adattando ad un sistema nuovo a complicato. Tante persone stanno anche cogliendo l’opportunità per parlare (al telefono, ovviamente!) con amici di vecchia data con i quali avevano perso i contatti. Nonni e nonne raccontano ai propri nipoti dei tempi della Guerra e della simile atmosfera in cui erano vissuti da piccoli. Insomma, gli Italiani stanno mostrando al mondo che è possibile reinventarsi e vivere con meno fino a quando non avremo vinto questa battaglia e potremo tornare ai nostri baci, abbracci, musei e scuole!

Scuola a distanza!

Hai bisogno di qualche altro consiglio su cosa fare a casa? Dai un’occhiata al nostro blog post su alcuni interessanti film di storia dell’arte, disponibili su Netflix, che potrai guardare comodamente dal tuo divano. E ricorda, adesso che non puoi andare al museo, l’arte può comunque raggiungere te! Leggi i nostri Blog post sul Partenone e su un bellissimo atleta Greco. Inoltre, non dimenticare di dare un’occhiata alle nostre brevi classi di storia dell’arte, disponibili su Facebook, Instagram e YouTube e anche adatte ai bambini.

Italian lifestyle is admired and exported all over the world. Ok, let’s get this straight from the outset. I’m Italian, in case you think I’m biased. Still, I can’t but notice that tourists travelling to the Bel Paese, often tell about the ability of Italians to celebrate all aspects of life. From spending time with family and friends, to eating and drinking well, to enjoying beauty in all its forms.

Elderly generation living the Italian Lifestyle
Elderly generation living the Italian Lifestyle

1. The impact of coronavirus on Italian lifestyle

And then coronavirus hit Italy. Museums, restaurants and bars closed, and the empty and quiet streets of Italy showed how everyday life can change with the snap of a finger – and how quickly a population can adapt to it. Could Italy be a guide of what the rest of the world will experience soon? Italians never stop surprising me and, even this time, they are doing things in their own original and creative way. Let’s discover together how to live the Italian lifestyle when your house becomes your entire world.

Italian Flag outside of a windown during coronavirus
Italian Flag outside of a window saying ‘Everything is gonna be fine”

2. Singing from balconies

As soon as Prime Minister Giuseppe Conte announced the new restrictions, asking everyone not to leave their house, Italians found a way to keep in contact and make friends! Aware of the need to boost morale, Italians opened their windows and started singing with their neighbours. Italian lifestyle is all about socializing and talking (ideally with some physical contact involved – perhaps a hand over a shoulder or a kiss to say goodbye). Who says that “distant socializing” isn’t a thing? Singing patriotic songs and making harmonies across the country’s empty streets was Italy’s solution.

Quarentined Italians sing from balconies to lift spirits

3. Cooking, cooking, cooking!

To be expected, you might think… But this time Italians exceeded all expectations! The flour milling industry is more vibrant than ever and professional pizza makers might as well close their pizzerias. At least once a week, usually on Fridays or Saturdays, all Italian families make pizza.  But that’s only one day in a week of seven, with six more left, there’s plenty of time to experiment on more recipes and to teach the younger generations the secrets of cooking. And, of course, families eat together! Eating is an occasion in Italian lifestyle, meaning that everyone sits together at a table and takes the time to talk.

Northern Italian family makes Spaghetti alla Bolognese

4. The importance of family time in Italian lifestyle

Italians love their family time. Of course, being stuck with your family 24/7 is not always easy, especially if you have 4 kids, and 2 dogs! While we can’t know if the divorce rate will increase due to coronavirus, it seems that Italians are taking this occasion to appreciate time with their loved ones. People are re-organizing their old photos, bringing back to mind the sweet memories of their past adventures. Others focus on board-games, perhaps someone will actually finish a game of Monopoly, for once!

family time in Italian lifestyle
Family-time in Italian lifestyle

5. Keeping houses clean and tidy

Being stuck at home all day, cooking sessions and school closure, means that the house needs constant cleaning, Italians say. It takes a lot of effort and it is surely something that many people don’t enjoy. But hey… it’s necessary, perhaps even entertaining, in some cases! My Italian mom once told me that when she was little she would pretend to own a hotel that she and her sister would tidy up in the morning. So, cleaning can foster bonding and the familial values of which Italians are so proud. Also, who doesn’t have that pile of books, or old notes that need to be re-organized? No more excuses to postpone, I’m afraid.

Having fun while cleaning the house
Having fun while cleaning the house

6. And more…

Italians, like many others, are also reading books and listening to music (always while sipping an espresso). Indoor sports help them to keep healthy (and burn the calories of yesterday’s pizza!). Schools are going digital and Italian kids and teachers are adjusting to the new system. Many people are also taking this time as an opportunity to talk (on the phone, of course!) with old friends with whom they had lost contact. Grandparents enjoy their long conversations with their grandchildren, telling them about the similar atmosphere they lived in during the War. Italians are showing that we can reinvent ourselves and live with less until we beat the virus and are free to go back to hugs, kisses, pizzerie, churches and museums!

School from home
School from home!

Need some more advise on what to do at home? Check our Blog Post on the most interesting Art Movies on Netflix. And remember, when you can’t go to museums, art can still come to you! Read our Blog posts about the Parthenon and beautiful Greek athletes. Finally, don’t forget to watch our short and kid-friendly art-history classes (available on Instagram, Facebook, and YouTube), the first one of which is on the Plague of Athens!

Questo Blog post è anche disponibile in Inglese!

Il Diadumeno di Vaison è una statua Romana in marmo che rappresenta un atleta vittorioso. Trovato a Vaison, una cittadina Romana nella Francia Meridionale, questo meraviglioso tesoro è oggi al British Museum (perché il Louvre si rifiutò di acquistarlo per il suo ‘prezzo spropositato’!). Si tratta di una copia romana realizzata su un modello originale greco in bronzo. Prova a pensare a quanto i Romani impararono dai Greci… Dopo aver conquistato le loro terre, portarono a casa tutte le loro opere più belle per farsi ispirare da esse. Chiaramente, non avrebbero potuto dimenticare il Diadumeno, un meraviglioso pezzo realizzato da uno dei più famosi artisti della Grecia Classica, Policleto.

Daidoumenos, Roman copy of a Greek statue
Il Daidoumenos, Copia Romana di un’Originale Statua Greca. British Museum

1. La Rappresentazione della Perfezione Nella Scultura Classica

I Romani si fecero affascinare da questa statua, che rappresenta un vincitore olimpico nell’atto di legare un nastro intorno alla testa. Il Diadumeno (che significa letteralmente ‘indossatore di nastro’), aveva appena ricevuto in dono un nastro per aver vinto una competizione sportiva. L’atleta è ancora nudo e i suoi muscoli sono contratti, come normale alla fine di una gara che richiede sforzo fisico. Di certo un’ occasione ghiotta per Policleto, che poteva sfruttare la nudità e il corpo atletico del giovane per mettere alla prova la sua abilità di ritrarre un’immagine di bellezza e perfezione. La statua originale era in bronzo, un materiale che rappresentava in modo ancora più accurato la pelle abbronzata ed oleata del vincitore.

Policleto si Esercita per Rappresentare la Perfezione del Corpo Umano. Copia Romana, Louvre

2. L’Idealizzazione della Figura Umana

Ma chi è questo atleta? E cosa possiamo sapere di lui guardando il suo ritratto? Non molto… nel V secolo AC gli scultori greci non desideravano realizzare ritratti realistici: le statue non dovevano richiamare le vere caratteristiche fisiche di chi le possedeva. Invece, l’obiettivo degli artisti era di idealizzare la figura umana. Ovviamente, il Diadumeno era stato dato in dono ad un vero atleta, ma lo rappresentava come un bellissimo e generico vincitore, la cui perfezione poteva ispirare tutti coloro che se lo trovavano di fronte.

Roman Copy of a 5th century Greek statue
Doriforo (Portatore di Lancia), Copia Romana di una Statua di Policleto. Minneapolis Institute of Art

3. La Bellezza, una Virtù da non Sottovalutare

Essere atletico e frequentare la palaestra non era meno importante di andare a scuola o di studiare i Poemi Omerici, e le statue dei vincitori olimpici si meritavano l’attenzione di tutti. E quindi… anche se non possiamo sapere quale fosse il vero aspetto fisico di questo atleta, c’è qualcosa che la sua statua ci può dire sul suo conto: quest’uomo aveva vinto 3 giochi olimpici, motivo per il quale gli venne offerta una statua in dono. Coloro che vincevano una sola volta, oltre che con fama e gloria, venivano premiati ‘soltanto’ con un nastro e dell’olio.

Scena su Vaso del V secolo: Atleti in Palestra. British Museum

4. Le Conquiste degli Artisti del V Secolo

Sicuramente gli artisti Greci del V secolo raggiunsero dei risultati eccezionali, come si nota anche dalle Sculture del Partenone che appartengono alla stessa epoca. E la Pittura Vascolare dello stesso secolo non è da meno! Se ti piace l’arte classica e vuoi saperne di più, ricorda di prenotare una Caccia al Tesoro al British Musuem o al Louvre. Se ti senti competitivo e vuoi un po’ di vantaggio sugli altri cacciatori, non dimenticare di dare un’occhiata agli altri post che, come questo, risponderanno a delle domande bonus.

Avviso veloce: alcune delle informazioni in grassetto potrebbero essere risposte a domande bonus nella tua caccia Divertimento e Giochi.

Italian Flag

Avviso veloce: alcune delle informazioni in grassetto potrebbero essere risposte a domande bonus nella tua caccia Divertimento e Giochi, la cui Prima Verisione in Italiano, sarà Venerdì 3 Aprile alle 17.30.

I Greci rispettavano le regole del buon costume in modo molto diligente: le donne dovevano essere delle bravi madri, bimbi e ragazzi frequentavano la scuola, la palestra e si preparavano per diventare forti guerrieri, i più anziani consigliavano, con la loro saggezza, le nuove generazioni, e tutti pregavano gli dei durante le festività religiose. C’era un’occasione, però, in cui quasi tutto era concesso e in cui le regole del buon costume potevano essere dimenticate: il simposio. I nostri musei sono pieni di vasi che mostrano simposiasti che si divertono e giocano; il motivo della loro popularità  è  semplice: i Greci, come gli Egizi, i Cinesi, gli Anglo-Sassoni e le genti della Mesopotamia, spesso seppellivano i propri morti con dei giochi (o scene di giochi), per permettergli di divertirsi durante la loro vita ultraterrena.

Un giovane aiuta un simposiasta che vomita

1. Cosa un vaso può dirci dello stile di vita degli antichi greci

Tra i tanti vasi da bevuta ospitati al British Musuem, ce n’è uno di particolare interesse: uno Stamnos a figure rosse con una scena in cui alcuni Greci si divertono a sfidarsi ad un gioco alcolico chiamato ‘Kottabos’ (si tratta, ovviamente, di uno dei tesori della nostra caccia a tema Divertimento e Giochi!). Durante il gioco i partecipanti dovevano lanciare i resti del vino contro un bersaglio, un po’ come giocare a freccette, ma più difficile perché i rimasugli dovevano incollarsi insieme in aria prima di raggiungere il bersaglio. I protagonisti della scena sono efebi, adolescenti Greci di sesso maschile che si preparavano a diventare guerrieri. Tutti gli efebi rappresentati qui indossano bellissimi abiti (che li coprono soltanto per metà!), certe volte portano delle corone d’edera, e cantano e bevono, mentre una ragazza con una deliziosa veste suona il flauto.

Scena del simposio su un vaso greco al British Museum

2. Ruoli di genere al Simposio

Tutti i maschi che appaiono sul vaso facevano parte della classe benestante della popolazione (dato che solo gli uomini più ricchi ed educati potevano divertirsi al simposio), la ragazza, invece, era probabilmente un’ etera (una schiava prostituta). Le etere formavano una classe sociale tutta loro nell’antica Grecia: durante la loro vita di ogni giorno partecipavano ad un training speciale per imparare ad ‘intrattenere’ gli uomini ricchi (mentre le loro mogli rimanevano rinchiuse in casa).

Etera gioca a Kottabos, 500 BC circa

3. Il ruolo delle donne nella Grecia Antica

Come spesso accadeva nel mondo antico, gli uomini Greci erano più liberi delle donne e potevano alleggerire la pesantezza dei propri compiti giornalieri con feste e giochi alcolici. Alcuni suggeriscono che le etere, le donne da cui si facevano accompagnare durante il simposio, avessero maggiore libertà e influenza delle donne delle classi più abbienti: durante il loro training studiavano filosofia e storia così da poter conversare con uomini di ogni tipo durante i banchetti. Erano, ovviamente, poco più di povere schiave del sesso, ma sembra chiaro dall’evidenza a nostra disposizione che prendevano parte alla vita intellettuale della Grecia antica e che i simposiasti spesso le sceglievano come consulenti personali.

Vaso da bevuta con donne nude che piegano i propri abiti

4. Un vaso o un libro?

Sembra incredibile quanto possiamo imparare dalla scena di un solo vaso! I vasi Greci erano quasi dei libri, spesso decorati con storie di vita reale che ci permettono di penetrare l’affascinante mondo di questa magnifica popolazione. Per saperne di più di arte e architettura Greca e per prepararti ancor meglio alla tua caccia a tema Divertimento e Giochi dai un’occhiata al nostro Blog post sul Partenone! Ti sei innamorato anche tu dell’arte Greca? Non perdere tempo a prenotare una Caccia al British Museum o al Louvre per andare alla ricerca di alcuni magnifici tesori dell’antica Grecia. Leggi anche i nostri posts sull’arte Egizia, in cui troverai altre risposte a domande bonus, qui e qui! Se ti è piaciuto il tema un po’ scandaloso di questo post, dai una lettura alle più interessanti storie d’amore del passato: Cupido e Psiche, Gli Amanti di Ain Sakhri,  Teti e Peleo e Priapo.

Questo Blog  è anche disponibile in Inglese!

Just a heads up: things in bold might be answers to bonus questions on your Fun & Games hunt!
The First ever Version in Italian will be on Friday April 3rd at 5.30 pm.  
You can also read this blog in Italian here!

Greek Art and Mythology: one of the earliest representations of the Trojan Horse, 750-650 BC 

From sculptures to pottery, from paintings to temples, mythology is a broad topic in ancient Greek art and architecture. The Parthenon architecture, one of the most famous ancient complexes of all times, is a striking example of how the ancient Greeks took inspiration from their classical mythology to make sense of the real world.  

Rise of the Parthenon

This magnificent temple was built after the Persian Wars, when, in the mid 5th century BC. Athens and its leader, Pericles, wanted to show the world that they were strong, and brave. The city had been destroyed several times and the Parthenon architecture could be a symbol of its rebirth. In order to serve Pericles’ nationalistic goal, the Greeks built the temple on top of the Acropolis, where it could be clearly visible by anyone approaching the city. 

The temple honoured Athena, the Goddess of Wisdom and War and patroness of Athens. She is also the protagonist of its key decorations. However, after their outstanding victory over the Persians, the Greeks wanted the Parthenon honor all the Gods of Mount Olympus, not only Athena. Gods and Goddesses occupied the pediments (the big triangles supported by columns on the short sides of the temple). The West Pediment told of the mythological contest between Athena and Poseidon (the God of the Sea) over who would be the ruler of Attica. The victory went to the Virgin Goddess. The East Pediment evoked the story of the birth of Athena before the other divinities gathered to enjoy the event.  

Greek mythology in art on the Parthenon east pediment
The East Pediment of the Parthenon 
Metope of the Parthenon showing Lapith and Centaur in a fight
Metope of the Parthenon showing Lapith and Centaur in a fight

The monstrous enemy

 But mythology could serve a smarter and more useful role. Stories of battles between uncivilised beasts and strong men, could easily be connected to the more recent historical events: the Wars between the barbaric Persians and the heroic Athenians. Any who studied the Greeks knows that they considered the Centaur (a half-man, half-horse beast usually drunken and very loud!) the ‘uncivilised’ par excellence. And so… Greek sculptors used the metopes (the rectangular spaces under the pediments) to represent the mythological fight between the Lapiths (a legendary tribe from Thessaly) and the Centaurs. They crashed the wedding of the Lapith king in order to steal their women. The tale served the ideological goal of the temple perfectly: the centaurs could metaphorically represent the Persians and their bad manners, while the Lapiths, who win the battle in the end, were connected to the superior and civilised Athenians.                                              

The Parthenon today

One cannot but think that the Greeks were real masters of the arts!  They were highly skilled sculptors and architects and with the Parthenon, their iconographic choices often followed precise ideological plans. We can’t know if the Greeks will ever get their most famous sculpture back to Athens, but for now we keep enjoying some of its parts at the British Museum. Want to know more about how the famous ‘Elgin Marbles’ were brought to the English capital? Read the story here! The Parthenon architecture is, of course, a wonderful treasure in our Fun & Games hunt; for more blog posts (and bonus answers) on other Fun & Games treasures check here and here! Feel like you’d like to learn more about Greek Art? Check our Blog post on the Symposium in ancient Greece.

Love Hunt: The Ain Sakhri Lovers

Today for our third Love Hunt blog we have a very special object. The oldest and most mysterious object on our Love Hunt: The Ain Sakhri Lovers. Possibly the oldest porn in the world! 
 

The Ain Sakhri Lovers from the British Museum Collection. Small sandstone sculpture of two figures intertwined.

This statue is the oldest known representation in the world of two people making love. Discovered in the Ain Sakhri caves near Bethlehem, it dates back around 11,000 years. At this time, humans were only just learning how to move from hunter-gathering to farming. The Natufian people of the Middle East who made this sculpture we’re some of the first to begin to domesticate sheep and goats, alongside their hunting dogs for catching deer.  


Now animal husbandry and breeding means you’ve worked out what men are for in the job of creating new life. So this phallic looking little figure could have been a ritual object, related to a fertility god or goddess. Maybe a divine talisman aimed at helping their fledgling civilization be fruitful and multiply? Or it could just be someone carving themselves a little saucy bit of fun! 
 

Studying the human form

views of the Ain Sakhri lovers sculpture from all four sides, top and bottom

It shows two figures sat facing and with their legs wrapped around each other, one on top of the other. It is impossible to work out the figures’ genders though. We have no idea if it shows a man and woman in the act of reproduction or two men celebrating all things Priapic. Because whatever way you look at the statue, it seems to have been designed to look phallic in some way. Artist Marc Quinn wrote about this piece for the BBC’s Around the World in 100 Objects programme and noted that from every direction you can read the overall image as some kind of reproductive organ. I will leave it up to your imaginations to see what you can see! 

OR; HOW TO DEFINITELY LOSE A BOAT RACE

See Part 1 of our Egyptian Gods series here!
Just a heads up: some of the things in bold might be the answers to bonus questions on your hunt!  

Isis gave birth to a baby boy with the head of a hawk (must have been a freaky experience), called Horus. When Horus was all grown up, he decided to fight his evil uncle Seth for the throne. (Since his parents were siblings, Seth was his uncle on both sides—freaky, right?)  

Sculpture from British Museum of falcon headed egyptian god horus on one knee with one fist raised and one to his chest

Seth challenged Horus to a series of contests to see who would become king of Egypt. In one battle, Seth gouged out one of Horus’s eyes, but it was restored by the goddess Hathor (the mother of the sun god Ra). The ‘Eye of Horus’ became a symbol of healing and protection in Egyptian art. Keep an eye out for it next time you’re scouting out Egyptian treasure!  

blue yellow and red eye of horus amulet from the British Museum
An Eye of Horus amulet from the British Museum Collection

The contest that Seth and Horus had was a boat race. But this boat race had a twist: Seth and Horus would be racing boats of stone. Horus was a bit of a trickster, and built a boat that was actually wood, but covered with plaster to look like stone. Seth’s boat sank right away, of course, and all the gods laughed at him. Seth was angry at his failure and transformed himself into a huge hippopotamus and attacked his Horus’s boat. They fought, but just as Horus was about to kill Seth once and for all, the other gods intervened.  

In the end, all of these contests proved pointless. Instead, the gods decided on a more sensible course of action: to write a letter to Osiris who was God of the Dead, and ask his advice. Osiris said that Horus was a better candidate for king as he had not killed anyone (this seems like a pretty solid criterion for most job descriptions, to be honest).  Finally, Horus became King of Egypt.  

Going back to Seth and Horus’s boat race, boats were an incredibly important symbol in Egyptian mythology. The solar god Ra, was thought to ride on his magical boat through the sky providing light to the world, and travelling to the underworld at night. Egyptian pharaohs were also thought to travel through the underworld on a boat after their deaths—have a look at Queen Mutemwia’s funeral barge at the British Museum pictured below.  

Black sculpture of Queen Mutemwia’s funeral barge; British Museum Room 4
Queen Mutemwia’s funeral barge; British Museum Room 4 

Keep an eye out for depictions of Seth, Isis, Osiris and Horus in many of our British Museum themes, such as Fun + GamesLove Hunt, and of course the chilling Skull Scouting. Keep an eye out the same cast of characters while scouting out the Zodiac of Dendera and the Sarcophagus of Ramesses III at the Louvre in our Skull Scouting and Beauty and the Bestiary hunts there. 

Please use the Search box to your right, alongside the Categories Box, to find what you’re looking for. Though we do have a few categories of typical blog articles (such as the “Travelling with Kids in Paris and London” and “Nearby Food & Wine”) this blog is also meant to help hunters read posts on the museums they’ll be hunting in, in the meantime sometimes reading whole articles on the treasure they’ll be scouting out on their THATMuse.

To find these articles, please look for which museum you’re going to and then, as a subcategory, the theme you’ve chosen. For example:

Louvre – Beauty & Bestiary
THATBrit – Fun & Games

When fragments of text are in bold, often that means it’s going to answer a precious bonus question. (Please note, the museums do close of sections at times, so not all blog posts in your theme will always be included in your hunt – worst case scenario you’ve learned a bit about art for the sake of art). Prior to leaving you may want to print off the posts for your THATMuse prep to read en route to Paris or London thus getting your adrenaline pumping for the greatest Museum adventure!

Comments or suggestions per blog post or via email are warmly welcomed!

Happy Hunting!

THATMuse stands for Treasure Hunt at the Museum. Our mission is to engage hunters on their scout for treasure (the art of the museums), by injecting a bit of adrenaline, interaction and learning into your museum visit. Teams of 2 to 4 people photo themselves in front of as many treasures as possible within the given amount of time. Poof! The very notion of “Museum Legs” disappears. Our goal? To make hunters want to – voluntarily – return to the galleries after their hunt. That’s why we provide excess treasure: it’s inconceivable to find all your treasure within a 90 min to 2 hour hunt, thus the need to strategise. After a 2-hour visit, do your kids typically lead you back into the museum?

WHERE ARE WE?

THATMuse started out as THATLou (au Louvre) in 2012, expanded to create THATd’Or (Musée d’Orsay) in 2013, took a dip outside the museums with THATRue (Latin Quarter and Marais) in 2014 & by 2015 was commissioned by the British Museum to create a hunt for one of their Friday Lates. That’s when we realized we were losing track of all our names & united under THATMuse. We now have more than 25 themes across the V&A, Natural History Museum, British Museum, in addition to our Paris treasure hunts. THATConcept is the same across, all you need are freshly charged batteries in your phone/camera, comfy shoes & a keen sense of curiosity!

WHY ARE WE?

If stretched out to a straight line, the Louvre would measure 8 miles (15 KM). The British Museum has a collection of 8 million pieces. The Musée d’Orsay has the single most important Impressionist collection in the world…Need we point out the crowds and lines and elbows that come with both lines and crowds? Henri Loyrette, former director of the Louvre, said 80% of 35K visitors a day go straight to the Mona Lisa and then leave the museum!

That’s a crime THATMuse looks to solve, focusing you on a theme, whilst expanding interest in quieter corners you might not think to visit on your own. Moreover it’s FUN, inevitably pumping adrenaline in the chase to capture as much treasure within the given time. You can opt for “friendly competition” (if another family surfaces for the same theme and date) for a social element or some families of 4 prefer to break up into two teams, one parent & child against each other.

Talking THATsmack to drum up museum anticipation is key, after all – and the THATMuse blog has posts per theme, making your treasure hunt educationally flexible. Hunters can read about their treasure before even making it to Paris or London (blog print-outs are useful for long plane rides), picking up on bonus answers before the hunt – important points that may just beat their sibling’s team (meanwhile surreptitiously planting an Art History seed!).

Following your hunt we send you a password to access (& join!) the annals of fellow THATHunters on our Gallery Page, where you can upload some team photos, scores, team name, where you’re from, etc. Not only can you compare notes on other teams’ romps, having your kids see other kids’ bonus photos may just reinforce the story of St George of who that Venus de Milo was!

WHO ARE WE?

An American (Daisy de Plume, Founder and Creative Director), an Argentine (Hernan, CEO), a Brit (Annie, head of French Operations), an Aussie (Raelene, Musée d’Orsay consultant) and a Swiss-Australian-Brit (Barbara, Graphics Consultant). Lest we forget Daisy and Hernan’s two culturally-confused, trilingual sprouts, Storsh and Brooksie, who are keen to help create silly bonus questions for our Kid-Friendly themes! You can meet the team here

The Louvre is a tourist’s obligation just as much as the Eiffel Tower, yet a palace of 65,000m² with 35,000 pieces of art certainly overwhelms! Henri Loyrette, former director of the Louvre, said that 80% of visitors go for the Mona Lisa & then leave.

THATConcept is identical to our other hunts: photographing your team in front of as many pieces as possible within a given amount of time (90 mins to 2 hrs). Additional THATMuse bonus challenges are embedded in your treasure text, ensuring that hunters read about their treasure — making the hunt educationally flexible, fun & interactive!

For information on extras you could add to your booking, please click here.

With over 8 million objects in the British Museum, or “World’s Museum” can overwhelm. We help thread together their collection from Greece (Parthenon frieze), Egypt (Rosetta Stone), Mesopotamia (Lion Hunt), the Americas and Asia whilst injecting fun into your visit!

The Musée d’Orsay has the single most important collection of impressionist art in the world with works by Degas, Monet, Renoir, etc. Famously housed in a former railway station, the open space is complicated. We help make sense of it, with fun, focused treasure hunts for groups, families and corporate team building!